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Il bisogno e il non detto
Il 23 e 24 maggio 2025, presso la Sala Poli del Centro Studi Sereno Regis, in Via Garibaldi 13 a Torino, si è svolto un Convegno che nel titolo associava il tema principale a questa frase ambigua: “Il bisogno e il non detto”. Qual è il ‘bisogno’? La narrativa dominante dà per scontato che una soluzione ragionevole a molti problemi del nostro tempo sia un aumento della disponibilità di energia: di qui la riluttanza ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili, nonostante gli squilibri ambientali derivati dal loro uso. Un esempio clamoroso del ‘bisogno’ di energia è la prospettiva di riattivare centrali nucleari ormai dismesse, per alimentare data centres impegnati nelle ricerche con l’intelligenza artificiale.
Il ‘non detto’: è evidente il ritegno a nominare la parola ‘radioattività’ nei discorsi e nei documenti che riguardano le applicazioni dell’energia nucleare. Eppure la proprietà di emettere radiazioni nocive ai viventi ha caratterizzato la storia dell’energia nucleare fin dall’inizio: prima sottovalutata e in parte ignorata dagli stessi soggetti impegnati nelle ricerche sull’energia atomica, poi grossolanamente e inutilmente nascosta, nel vano tentativo di eliminarne gli effetti sulle persone e sugli ecosistemi. Il silenzio sulla produzione di radiazioni, inevitabile compagna di qualunque utilizzo di radionuclidi, non solo militare, ma anche civile, è ancor oggi la reazione più diffusa di fronte a un problema che non fa che ingigantirsi con il passare del tempo. Il ‘revival’ delle centrali nucleari, per un uso dell’energia considerato ‘sostenibile’ dall’UE, trascura l’attuale irreversibilità della produzione di scorie radioattive. E la persistente incapacità umana di gestirle.
Un approccio inter- e trans-disciplinare
Dal programma del Convegno (qui di seguito riportato) emerge la varietà di sguardi e di competenze dei relatori e della relatrice che hanno offerto il loro contributo: una lettura dei titoli degli interventi e delle competenze dei relatori/trice rende evidente il concorso di discipline diverse. Senza rinunciare a offrire al pubblico informazioni scientifiche e tecniche approfondite, si è voluto collocare il tema del ‘nucleare’ in un contesto più ampio, entro uno scenario di flussi energetici globali, scelte politiche, problemi di equità caratterizzati dalla presenza di limiti. Uno degli obiettivi del Convegno era infatti quello di assumere uno sguardo interdisciplinare e riflessivo, adeguato alla complessità di questo periodo storico globalizzato, e di favorire un dialogo a più voci, basato non su schieramenti contrapposti ma sul comune impegno a cercare strade inclusive e sostenibili per gli abitanti della Terra.
Il programma
Marino Ruzzenenti. Storico dell’età contemporanea e in particolare di temi ambientali, collabora con la Fondazione «Luigi Micheletti» di Brescia. Relazioni critiche tra economia e ecologia
Osman Arrobbio. Sociologo dell’ambiente e dell’energia. Ricercatore presso l’Università di Parma”. Sufficienza energetica ed equità
Marco Deriu. Sociologo, Docente di “Comunicazione ambientale” presso l’Università di Parma. Energia e sicurezza tra tecnocrazia e democrazia: la questione del nucleare
Giuseppe Barbiero. Ricercatore in Ecologia, docente di Biologia e di Ecopsicologia e direttore del GREEN LEAF, il Laboratorio di Ecologia Affettiva del Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature dell’Università della Valle d’Aosta. Gaia irradiata e irradiante. Uno sguardo globale.
Gian Piero Godio. Già tecnico del CNEN di Saluggia, referente dell’Osservatorio sul Nucleare. Le scorie radioattive, dove nasconderle?
Bruna Bianchi. Dipartimento di Studi storici, Università di Venezia. Direttrice della pubblicazione periodica “DEP. Deportate, esuli, profughe”. L’ecopacifismo femminista e il nucleare. (partecipazione da remoto).
Enzo Ferrara, presidente del Centro Studi Sereno Regis, ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino. Rapsodie fuori stagione. L’imbroglio nucleare fra sicurezza, deterrenza e tassonomia.
Angelo Tartaglia, professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino. Troppa energia fa male…
Mario Agostinelli, Chimico-fisico, è stato ricercatore all’ENEA , presidente dell’Associazione Laudato si’, un’Alleanza per il clima, la cura della Terra, la giustizia sociale. Energia, diritti umani, diritti della Terra.
Testi e documentazione: una opportunità di riflessione
Grazie all’ottima assistenza tecnologica del CSSR è stato possibile estendere la partecipazione al Convegno a chi non poteva intervenire personalmente: numerose persone si sono collegate da remoto. La registrazione degli interventi è tuttora visualizzabile sul canale youtube del CSSR (https://www.youtube.com/user/serenoregistv). Inoltre i relatori e la relatrice hanno messo a disposizione i materiali che hanno presentato, che ora sono accessibili dal sito del CSSR, nel settore MATERIALI ( https://serenoregis.org/archivio/materiali/).
Durante la preparazione del Convegno sono stati realizzati alcuni tabelloni da esporre sui temi previsti: da un lato per offrire ai partecipanti occasioni immediate per chiarire e approfondire temi citati durante l’esposizione orale; dall’altro per mettere a disposizione di insegnanti, studenti, associazioni, gruppi una documentazione abbastanza varia e aggiornata per proseguire in futuro la riflessione sul tema del ‘nucleare civile’, che da un paio di anni è tornato di attualità nel dibattito politico italiano e internazionale, e che finora è stato presentato in modo riduttivo e inadeguato alla gravità del tema. I Tabelloni sono scaricabili dal sito del CSSR e disponibili in prestito su richiesta ( https://serenoregis.org/2025/06/06/il-nucleare-un-tema-scottante/).
Il Convegno sul nucleare ha creato l’occasione per proporre – negli stessi giorni – una serie di film e documentari per arricchire le problematiche affrontate. Alcuni dei film riguardano i temi trattati nel Convegno; altri indagano aspetti più legati agli aspetti militari e bellici dell’uso dei materiali radioattivi, aprendo una possibile nuova finestra di discussione.
Intrecci e rimandi
Le riflessioni proposte nel Convegno trattano – a partire da prospettive diverse – problemi che sono interconnessi e interdipendenti, e che riguardano varie scale spaziali e temporali: ecco qualche esempio.
Il problema delle scorie: la situazione italiana, documentata con grande cura da Gian Piero Godio e così trascurata dalle nostre istituzioni e classi politiche, assume ulteriore rilevanza e urgenza quando si apprende la situazione di ignoranza e di inadeguatezza in altri contesti (come segnala Enzo Ferrara a proposito degli USA), rendendo non solo auspicabile, ma non rimandabile l’assunzione di responsabilità dei politici e l’introduzione di norme e vincoli da parte delle istituzioni. L’incapacità di gestire le situazioni presenti (il deposito di Sellafield, l’acqua radioattiva di Fukushima) mette in luce l’inefficacia nel gestire il presente e l’incapacità di tracciare un sentiero per il futuro.
Il mito dell’energia nucleare ‘risolutrice’ (grazie alla fissione, e poi alla fusione) di tanti problemi dell’umanità va in pezzi di fronte ai disastri provocati da un uso dissennato dell’energia; non si tratta solo dell’energia da fonti fossili, che ha causato squilibri globali nella composizione dell’atmosfera e degli oceani (Barbiero) ma anche dell’energia utilizzata per deforestare, produrre sostanze inquinanti, trasformare in modo irreversibile gli ecosistemi che ospitano la vita (Bianchi).
Il ricorso alla fonte nucleare nella produzione di energia rivela l’incompatibilità di una gestione democratica delle comunità umane di fronte ai vincoli della segretezza e del controllo (Deriu, Ferrara) e mette in luce la debolezza delle società, sempre meno capaci (o disponibili) di darsi regole condivise (Arrobbio), e di creare organizzazioni sociali basate sull’equità e sull’inclusione (Agostinelli).
Impeccabile l’intervento di Tartaglia sulla presenza di limiti ai consumi – e più in generale alla ‘crescita’ economica – imposti dalla termodinamica; limiti ribaditi e documentati dai numerosi studiosi che da decenni segnalano che il superamento dei limiti nei grandi cicli biogeochimici di Gaia sta portando il nostro pianeta vivente alla soglia di pericolosi e irreversibili cambiamenti (Barbiero).
La prospettiva femminile
Durante il Convegno Bruna Bianchi, unica voce femminile, ha aggiunto alla molteplicità di sguardi una prospettiva di genere, offrendo un quadro di orientamento storico basato sul femminismo come modo diverso di vedere il mondo, di concepire la scienza, di agire. Ricostruendo gli eventi passati Bruna Bianchi ha sottolineato alcune peculiarità dei movimenti femministi contro il nucleare, e più in generale contro le politiche di morte che caratterizzano molta della tecnoscienza moderna: in particolare l’indifferenza rispetto alla vulnerabilità delle donne e delle madri, la trascuratezza nei confronti dell’infanzia, lo spregio per le forme di vita.
Altri aspetti da esplorare
La connessione civile-militare (Sans nucléaire civil, pas de nucléaire militaire, sans nucléaire militaire, pas de nucléaire civil – Emmanuel Macron, 2020).
Nelle due giornate di convegno la tematica del nucleare militare non è stata approfondita, anche se ovviamente ha accompagnato implicitamente molte delle relazioni presentate. I recenti drammatici eventi di cui sono stati protagonisti Iran, USA e Israele hanno coinvolto l’opinione pubblica non solo nelle dinamiche politiche e nelle strategie belliche, ma anche in dettagli tecnico – scientifici che riguardano i processi di trasformazione dell’uranio, dal minerale grezzo estratto nelle miniere ai processi di arricchimento destinati alla produzione civile oppure alla costruzione di ordigni. I materiali messi a disposizione nel Convegno possono contribuire a portare chiarezza….
A causa dell’IA, secondo Goldman Sachs, rispetto al 2023 i consumi elettrici dei data center delle Big Tech aumenteranno del 50% nel 2027 e del 165% nel 2030 (GS, 2025).
La prospettiva, avanzata di recente, di riattivare centrali nucleari dismesse per alimentarie data centers sempre più energivori, rimanda alle stesse domande presentate al Convegno: quali bisogni sono soddisfatti dalla crescente quantità dell’energia consumata nel mondo? In che misura le tecnologie digitali contribuiscono ad alleviare o a peggiorare i problemi che nel Convegno sono stati messi in luce? Come incidono sulla sostenibilità del pianeta? Qual è il loro impatto sociale, ambientale e etico? E’ importante offrire degli spunti di riflessione e di azione concreta sulle responsabilità e sui ruoli che le istituzioni, le comunità, ogni cittadino possono svolgere nell’ utilizzo del digitale per dare il proprio contributo alla sostenibilità futura del pianeta. In continuità con il Convegno sul nucleare, il CSSR proporrà prossimamente approfondimenti e riflessioni sul tema: Il digitale è fisico, il digitale è conviviale.

