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Una canzone verde

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Abbiamo una canzone verde, e che canzone. Nell’ultimo disco dei Baustelle, una dei più interessanti gruppi musicali italiani degli ultimi decenni, troviamo vari riferimenti alla crisi ecologica e soprattutto una canzone dal titolo programmatico: “Canzone verde, amore tossico”.

Riporto il testo, a cui faccio seguire alcune note di commento.

Vecchio che governi con maestria
Vecchio che poi racconti con ironia
Metti su allevamenti a casa mia
Intensivamente in allegria

Poi dici a me di vivere
Con il futuro a zero che hai fatto te
Tu che dai il diserbante dall”83

Amore tossico, amore mortale
Immondizia musicale
Voglia di andar via per sempre
E di non tornare più
Estate di plastica, estate immorale
Per dimenticarmi di te
Fabbrico nella mia mente
Allucinazioni, pensieri, parolе
E mi blocco col verde allo stop

Tubi di scappamento е nostalgia
Dandy, Vittorio Feltri, massoneria
Tutti fino a ieri a ridere di ecologia
Tutti, compreso i Verdi, è la democrazia

Perché io so di vivere
Con il disastro che hai programmato te
Spendo i tuoi soldi
Mangio finché ce n’è

Amore tossico, amore mortale
Immondizia musicale
Voglia di andar via per sempre
E di non tornare più
Estate di plastica, estate immorale
Per dimenticarmi di te
Fabbrico nella mia mente
Allucinazioni, pensieri, parole
E mi blocco col verde allo stop

Amore tossico, che hai generato
Un figlio differente da te
Aiutami a salvare il mondo
Che non so distinguere mela da bruco
E al momento risposte non ho

In “La grande cecità” Gosh evidenziava i limiti dell’immaginazione letteraria nel rappresentare la crisi ecologica. Un discorso simile può essere fatto anche per il mondo delle canzoni?

Il Celentano del “Ragazzo della via Gluck” (1966) viene spesso citato come sintomo di una sensibilità proto-ecologista, ma restando in Italia vanno aggiunti almeno il Battiato di “Pollution” (1972) e il Dalla (o soprattutto il Roversi) di “Anidride solforosa”, album del 1975 seguito nel 1976 da “Automobili”. Forse le canzoni sono meno cieche della letteratura, in ogni caso in questo 2025 abbiamo “Canzone verde, amore tossico” di Francesco Bianconi, di cui evito glosse inutili per sottolineare tre aspetti:

1. “Tubi di scappamento е nostalgia / Dandy, Vittorio Feltri, massoneria / Tutti fino a ieri a ridere di ecologia / Tutti, compreso i Verdi, è la democrazia”. In effetti c’è una eterna e generale nostalgia di “miracolo economico”, che è anche una nostalgia di consumo spensierato. Quando appunto tutti potevano ridere di ecologia, in democrazia com’è noto la maggioranza vince ma a volte sbaglia (su certe cose possiamo permettercelo?).

2. La crisi ecologica non è una delle tante bolle della nostra realtà, separabile dal resto: l’allevamento intensivo ti fa fermare con il verde allo stop, il diserbante e il disastro programmato producono estati immorali e, appunto, amore tossico.

3. L’amore tossico della società dei consumi ha generato un figlio differente, che vorrebbe salvare il mondo ma sa di non sapere come.

Coraggio.

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