Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Nasce oggi un’alleanza per fare delle isole minori italiane poli di eccellenza green

ENEA e ANCIM, l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori, firmato oggi, 14 luglio 2016, un Protocollo per lavorare insieme per valorizzare il patrimonio ambientale, culturale e sociale di 36 comuni italiani sulle piccole isole, attraverso la diffusione del risparmio e dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, della mobilità alternativa, la sostenibilità nell’utilizzo dell’acqua, nello smaltimento dei rifiuti e nel turismo. Definite “minori” per le dimensioni del loro territorio, le isole coinvolte nel progetto, sono disseminate in sette regioni (Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana) e rappresentano un’estensione di circa 1.000 kmq con 220 mila abitanti, che diventano milioni durante la stagione estiva.

“L’accordo con ANCIM apre la strada a iniziative e progetti congiunti per uno sviluppo energetico, ambientale ed economico sostenibile delle isole minori, attraverso la tutela e la valorizzazione delle risorse locali, del patrimonio naturalistico e culturale oggi sottoposto ad una forte pressione dovuta principalmente ai flussi turistici” -ha sottolineato il Presidente dell’ENEA Federico Testa-. Dopo la positiva esperienza del Progetto Egadi, per il turismo sostenibile a Favignana, siamo impegnati in altre iniziative per le isole minori, anche per il recupero e la riqualificazione di edifici storici come il complesso monumentale di Palazzo Davalos, l’ex carcere borbonico di Procida”.

Il Protocollo di intesa con ANCIM prevede una collaborazione per individuare le fonti di finanziamento, ma anche attività di formazione e informazione per amministratori, operatori, cittadini e “vacanzieri” che favoriscano lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione locale grazie ad un turismo sostenibile, responsabile e destagionalizzato.

Un possibile modello è quello che l’ENEA sta portando avanti per il turismo sostenibile nelle isole Egadi, con la realizzazione a Favignana di un impianto di compostaggio per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti in fertilizzante per il terreno; il trattamento e riuso delle acque reflue e l’installazione di una ‘casa dell’acqua’, alimentata con pannelli fotovoltaici, per ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica. In 14 mesi sono stati erogati oltre 200mila litri di acqua ed evitate oltre 5 tonnellate di rifiuti di plastica. L’Agenzia ha brevettato una procedura per il reimpianto sui fondali della Posidonia oceanica spiaggiata, importantissima per l’ecosistema marino perché in grado di assorbire grandi quantitativi di CO2 e habitat ideale per la riproduzione di numerose specie ittiche. È stato inoltre creato un marchio di qualità ambientale, gestito dall’Area Marina Protetta delle Egadi, per le imprese locali che hanno intrapreso un percorso di miglioramento e riduzione dell’impatto ambientale delle loro attività. Sono già 60 ed hanno ottenuto la certificazione per aver rispettato i criteri di sostenibilità indicati per ciascuna categoria turistica. E in un anno i visitatori sono aumentati del 7%.

Fra le azioni mirate previste dal Protocollo, lo sfruttamento del “patrimonio rinnovabile” locale con l’adozione di tecnologie energetiche innovative che siano compatibili con il paesaggio e la sperimentazione di sistemi mobilità a basso impatto ambientale. Per la gestione dei rifiuti, invece, riciclaggio e smaltimento saranno gestiti integralmente – ove è possibile – in ogni singolo comune. Recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio permetteranno di limitare la costruzione di nuove strutture. Una piattaforma digitale ottimizzerà la gestione di servizi e turismo.

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