Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Il costo ambientale dello sviluppo economico

Ecologia, 2, (5/6), 3-17 (luglio 1972).

L’ambiente viene definito come un sistema comprenden­te gli esseri viventi sulla terra e la sottile pellicola globale di aria, acqua e terreno che ne costituisce l’habitat. Questo sistema, I’ecosfera, è il prodotto dell’evoluzione congiunta e interconnessa degli esseri viventi e dei costituenti fisici e chimici della superficie terrestre. Nella scala temporale della vita umana lo sviluppo evolutivo dell’ecosfera è insostituibile: se il sistema dovesse essere distrutto non potrebbe es­sere ricostituito o sostituito sia con processi naturali che con qualsiasi sforzo umano.

L’elemento funzionale basilare dell’ecosfera è il ciclo ecologico, in cui ogni elemento separato influenza il comportamento del resto del ciclo ed è a sua volta influenzato da esso. Per esempio nelle acque di superficie i pesci eliminano rifiuti organici che ven­gono trasformati dai batteri in prodotti inorganici; a loro volta questi ultimi sono prodotti nutritivi per la crescita delle alghe; le alghe vengono mangiate dai pesci ed il ciclo è completo. Questo processo ciclico effettua I’autodepurazione del sistema ambientale, in quanto i rifiuti prodotti in uno stadio del ciclo diven­tano la materia prima necessaria per lo stadio suc­cessivo.

Questi cicli sono autoregolati ciberneticamente, man­tenendo dinamicamente una condizione di stato co­stante di durata indefinita. Tuttavia, posto sotto una sollecitazione sufficiente da un fattore esterno il sud­detto ciclo può superare i limiti dei processi di autoregolazione ed infine crollare. Così se il ciclo idrico è sovraccarico di rifiuti animali organici, la quantità di ossigeno necessaria a sostenere la decom­posizione dei rifiuti da parte dei batteri decompositori può essere maggiore dell’ossigeno disponibile nell’acqua. Il livello di ossigeno si riduce quindi a zero; mancando dell’ossigeno necessario i batteri muoiono e questa fase del ciclo si ferma, arrestando il ciclo del tutto.

Evidentemente c’è un limite intrinseco al ritmo di ricambio degli ecosistemi locali e dell’ecosistema glo­bale in toto. Gli esseri umani dipendono dall’ecosfera non solo per le loro esigenze biologiche – ossigeno, acqua, alimenti – ma anche per le risorse che sono essenziali alle loro attività produttive. Queste risorse, insieme con i minerali del sottosuolo, costituiscono il fenomeno insostituibile ed essenziale di tutte le atti­vità umane. Se consideriamo i processi economici co­me il mezzo che amministra l’eliminazione e l’utiliz­zazione delle risorse disponibili alla società umana, allora la disponibilità continua di quelle risorse che vengono ottenute dall’ecosfera, cioè le risorse non minerali, e quindi la stabilità dell’ecosistema, è un requisito essenziale per il successo di qualsiasi siste­ma economico. Più semplicemente, qualsiasi sistema economico che speri di sopravvivere deve essere compatibile con la continua funzionalità dell’eco­sistema.

Poiché il ritmo di ricambio di un ecosistema è intrin­secamente limitato, c’è un limite corrispondente al ritmo di produzione di qualsiasi suo costituente. Di­versi segmenti dell’ecosistema globale – cioè terreno, acque dolci, ecosistemi marini – funzionano a diversi ritmi intrinseci di ricambio e quindi differiscono nei limiti di produttività. In basi puramente teoriche va da sé che ogni sistema economico che sia costretto, per le sue proprie esigenze di stabilità, a crescere aumentando costantemente il ritmo con cui estrae ricchezza dall’ecosistema deve infine condurre l’eco­sistema ad uno stato di collasso. II calcolo dei limiti di ritmo dell’ecosistema globale o di qualsiasi parte principale di esso sono tuttora in uno stato del tutto primitivo.

In allegato il testo completo in pdf.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articolo Precedente

Su un dibattito ecologico del '72

Articolo Successivo

Un’ecologia unidimensionale

Articoli Collegati
Total
0
Share