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Rudolf Bahro

Bahro nasce nel 1935 in Slesia (Bad Flinsberg, oggi Swieradow Zdroj, Polonia). Nel 1945 gli abitanti tedeschi della Slesia vengono espulsi e Bahro trova una nuova patria in un villaggio vicino a Fürstenberg in quella parte della Germania che formerà a partire dal 1949 la Repubblica Democratica Tedesca (ddr). Nel 1954, dopo due anni di prova, viene accettato nella sed (il partito comunista-socialista unificato della ddr). Così può studiare Filosofia (dal 1954 al 1959) alla Humboldt-Universität di Berlino. Tra i suoi insegnanti ci sono Kurt Hager (l`ideologo più ortodosso e influente) e Wolfgang Heise (il filosofo marxista più aperto e problematico). Scrive la sua tesi di diploma sul tema «Johannes R. Becher e il rapporto della classe operaia tedesca e del suo partito con la questione nazionale». Scrive poesie ed è un comunista convinto, ma scosso dal rapporto di Chrušcëv e dalla rivolta in Ungheria nel 1956. Nel 1959 il Partito lo manda nelle campagne per convincere i contadini a formare delle cooperative. Nello stesso anno sposa Gundula Lembke. Dal 1960 al 1962 dirige il giornale dell’Università di Greifswald. Dal 1962 al 1965 lavora nel sindacato che organizza «i lavoratori tecnici e della scienza. 1965-1967 è viceredattore della rivista «Forum» che raccoglie le voci dei giovani «riformatori». Dal 1967 fino al suo arresto nel 1977 lavora in varie imprese dell’industria della gomma e di materie plastiche nel settore «organizzazione del lavoro». È una esperienza che gli fornisce la conoscenza empirica di come funziona realmente l’economia socialista della ddr.

Dopo la «primavera di Praga» si convince dell’impossibilità di agire all’interno del partito e si decide di elaborare le sue idee in modo sistematico come critica all’economia politica della ddr e dei paesi socialisti. Nel 1975 compie il tentativo di presentare il suo lavoro come tesi di laurea al Politecnico di Merseburg. Riscontra un interesse positivo dei suoi relatori, ma il «Servizio per la sicurezza dello stato» (Stasi) lo accusa di diffondere notizie tendenziose e pericolose e di voler pubblicare «dati segreti». Riesce a pubblicare «L’Alternativa» nella Repubblica federale tedesca e viene arrestato. Il suo difensore fu Gregor Gysi. Dopo una condanna a otto anni di prigione, condanna che provoca proteste in tutto il mondo, Bahro viene espulso dalla ddr nel 1979 insieme alla sua famiglia e la sua nuova compagna Ursula Beneke.

Nel 1980 partecipa ai lavori per la fondazione di un partito verde nella Republica federale tedesca. Ritiene che la salvezza del pianeta richieda una formazione politica trasversale e che la «vecchia lotta di classe» porti alla sconfitta di ambedue le classi. È affascinato dalla teologia della liberazione e studia il primo cristianesimo. Nell’estate 1985 lascerà i verdi diventati per lui un partito come tutti gli altri. È inquieto e cerca ovunque nuove esperienze per combattere la «megamacchina industriale». Nel 1981 va nella Corea del Nord, ricevuto come un uomo di stato. Nel 1983 partecipa negli usa a una comune di Bhagwan. A partire dal 1986 organizza a Worms comunità-laboratori. 1989 partecipa all’ultimo congresso della sed nella speranza che qualcosa del patrimonio ideale della ddr sia salvabile. Nel 1990 riesce a fondare presso la Humbolt-Universität di Berlino un suo «Institut für Sozialökologie». Nell’estate del 1991 nasce «un laboratorio di futuro» il LebensGut Pommritz, nelle campagne di Bautzen. Da varie parti Bahro viene accusato di ecofascismo esoterico e autoritario. La sua seconda moglie Beatrice si suicida. Nel 1995 si sposa con Marina Lehnert. È già malato di cancro e muore nel 1997.

Bibliografia

Cases, C., Vicende e problemi della cultura nella ddr in: Il testimone secondario. Saggi e interventi sulla cultura del novecento, Einaudi, Torino 1985

Cases, C., Confessioni di un ottuagenario, Donzelli, Roma 2000

Collotti, E., Storia delle due Germanie: 1945-1968, Einaudi, Torino 1968.

Collotti, E., Dalle due Germanie alla Germania unita, Einaudi, Torino 1992.

Delius, F.C., Il mio anno da assassino, Ed. Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2008.

Donaggio, E. e Kammerer, P. (a cura di), K. Marx, Antologia. Capitalismo, istruzioni per l’uso, Feltrinelli, Milano 2007

Harich, W., Kommunismus ohne Wachstum? Babeuf und der «Club of Rome», Rowohlt, Hamburg 1975.

Havemann, R., Dialettica senza dogma. Marxismo e scienze naturali, Einaudi, Torino 1965.

Herzberg, G. e Seifert, K., Rudolf Bahro-Glaube an das Veränderbare. Eine Biographie, Ch. Links, Berlin 2002.

Herzberg, G., (Hrsg.): Rudolf Bahro: Denker, Reformator, Homo Politicus, Edition Ost, Berlin 2007.

Kammerer, P., Rudolf Bahro: Il dissenso comunista nella ddr, in P.P. Poggio (a cura di), Il dissenso: critica e fine del comunismo, Marsilio, Venezia 2009, pp. 107-119.

Marcuse, H., Marxismo e nuova sinistra, Manifestolibri, Roma 2007.

Opere principali di Bahro

Bahro, R., In dieser Richtung, Gedichte, Volk und Welt, Berlin 1960.

Bahro, R., Die Alternative. Zur Kritik des real existierenden Sozialismus, Europäische Verlagsanstalt, Köln – Frankfurt 1977.

Bahro, R., Per un comunismo democratico: l’alternativa, Sugarco, Milano 1978.

Bahro, R., …die nicht mit den Wölfen heulen. Das Beispiel Beethoven  und sieben Gedichte, Europäische Verlagsanstalt, Köln-Frankfurt 1979.

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