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Virginio Bettini, una (provvisoria) bio-bibliografia

La vita

Virginio Bettini era nato a Nova Milanese nel 1942 e aveva studiato al Liceo classico Beccaria di Milano e poi alla Statale, laureandosi in Lettere nel 1967 con una tesi di geografia diretta da Lucio Gambi. L’argomento della tesi prefigurava già i suoi futuri interessi di ricerca e di intervento politico in quanto riguardava le alterazioni ecologiche del Parco di Monza. Il suo primo impegno professionale fu all’interno dell’equipe del Piano intercomunale milanese, cui collaborò tra il 1968 e il 1971. In questo periodo Bettini aveva ormai già pienamente maturato la sua vocazione ambientalista, che da ora in poi correrà sempre parallela con gli impegni di ricerca e professionali, formando una sola cosa con essi.

La parallela maturazione di impegno politico, competenze tecniche e visibilità pubblica fu ben testimoniata nel corso del 1970 dalla pubblicazione dell’ampio saggio “Una civiltà all’assalto degli ecosistemi” nel pionieristico numero speciale della rivista “I problemi di Ulisse” dedicato a I guastatori della natura (il testo è nella sezione “Documenti” di questo stesso numero di “altronovecento”).

Un deciso salto di qualità si verificò l’anno seguente, nel 1971. Nel corso di quest’anno Bettini riuscì a anzitutto a convincere la proprietà della giovane rivista “Acqua e aria”, rivolta principalmente agli operatori del settore chimico, della necessità di cogliere l’occasione offerta dalla crescente popolarità della tematica ambientale e di cambiarne il nome in “Ecologia”. La nuova rivista, che sarebbe uscita per undici numeri tra il maggio del 1971 e il 1973 e della quale Bettini parla a lungo nell’intervista a Elena Davigo in questo stesso numero, costituì probabilmente l’esperimento editoriale italiano più organico e interessante dei primi anni Settanta nel campo dell’ecologia. Ad essa collaborarono figure molto diverse e spesso molto autorevoli entro un progetto piuttosto radicale e con una forte attenzione alle novità internazionali.

Sempre nel 1971 – questo il secondo salto di qualità – Bettini venne chiamato da Franco Astengo a contribuire alla nascita del corso di laurea in urbanistica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, il prestigioso IUAV, con l’insegnamento di ecologia. Questa fu una svolta esistenziale cruciale perché all’IUAV Bettini legò poi tutta la propria carriera universitaria, fino al pensionamento nel 2012 e oltre insegnando via via fondamenti di ecologia, fondamenti di geografia, tecnica e pianificazione urbanistica, principi di valutazione di impatto ambientale, analisi e valutazione ambientale, ecologia urbana e del paesaggio. Nel corso del tempo, tuttavia, la sua attività di ricerca, di insegnamento ed editoriale si concentrò soprattutto nel campo della valutazione ambientale, nel quale pubblicò diverse opere tra cui il fortunato manuale di analisi ambientale per urbanisti uscito per la prima volta nel 1985, e in quello dell’ecologia urbana.

L’intenso impegno didattico, editoriale, di ricerca e di progettazione fece però mai passare in secondo piano l’impegno civile e politico. Nella sua bibliografia, anzi, colpisce il fatto che fino al 1984 le sue opere più impegnative siano stati proprio dei libri “militanti” comeEcologia e lotte sociali (1976, scritto con Barry Commoner) e Contro il nucleare (1977, con prefazione di Giorgio Nebbia), pubblicati entrambi da Feltrinelli, e Borotalco nero. Carbone tra sfida autarchica e questione ambientale del 1984. Bettini è stato infatti attivo, come militante e come studioso, in tutte le grandi battaglie ecologiste dell’ultimo mezzo secolo dall’impegno contro la guerra chimica statunitense in Vietnam, dove si recò insieme a Commoner, a quella contro il nucleare, dall’impegno insieme a Maccacaro e a Medicina Democratica nei giorni del disastro di Seveso alla più recente opposizione alla TAV.

Generoso quanto coerente, Bettini ha dato nel corso del tempo un contributo decisivo a un gran numero di associazioni ambientaliste, a formazioni politiche e a iniziative elettorali, finendo spesso per allontanarsene se la loro carica innovativa e la loro incisività si appannava o si esauriva. L’elenco di queste realtà è lungo e significativo, dalla commissione ambiente del Partito comunista italiano a Italia Nostra, dalla Lega per l’ambiente di cui fu fondatore e artefice del comitato scientifico ai Verdi arcobaleno di cui fu parlamentare europeo tra il 1989 e il 1994, dai radicali per i quali fu consigliere comunale a Teramo dopo il 1990 a Rifondazione comunista per cui fu candidato al Senato nel 2001 fino al più recente sostegno a “Potere al popolo”. Al di là di queste temporanee appartenenze, Bettini è stato comunque sempre un generoso sostenitore delle realtà di movimento, portando ad esse il proprio patrimonio di conoscenze scientifiche e di esperienza politica.

Questa ricca e operosa parabola esistenziale fa di Virginio Bettini uno dei fondatori dell’ecologia politica in Italia e uno dei grandi protagonisti dell’ambientalismo italiano della generazione successiva al 1970.

Dopo questo primo omaggio a lui “altronovecento” dedicherà un “Quaderno” nel corso del 2021 con suoi scritti, ricostruzioni, analisi e testimonianze.

Le opere

1976. Ecologia e lotte sociali, Milano, Feltrinelli (con Barry Commoner).

1977. Contro il nucleare. Ecologia e centrali nucleari, Milano, Feltrinelli (introduzione di Giorgio Nebbia).

1984. Borotalco nero: carbone tra sfida autarchica e questione ambientale , Milano, Franco Angeli (premessa di Gianni Mattioli e Massimo Scalia)

1984. Progetto fiume. L’unità di analisi economico-ecologica come nuovo principio della programmazione , Ancona, Il lavoro editoriale (con Giovanni Campeol e Roberto Boltri)

1984. Il bilancio di impatto ambientale, Milano, Clup (con Enrico Falqui e Marina Alberti)

1984. Una centrale senza pianificazione, Roma, Gangemi (curatela, con Giovanni Campeol e Alberto Ziparo)

1985. Elementi di analisi ambientale per urbanisti, Milano, Clup (diverse edizioni successive)

1988. Metodologie di valutazione di impatto ambientale, Milano, Città Studi (con Marina Alberti e Gabriele Bollini).

1990. Analisi ambientale, Milano, Clup (poi edizioni successive)

1991. Siti impossibili. Una geografia improbabile del nucleare, Milano, Feltrinelli.

1993. Cap Chat, Novara, Interlinea.

1995. L’impatto ambientale. Tecniche e metodi, Napoli, Cuen.

1995. La casa del sole. Architettura e risparmio energetico, Napoli, Cuen (con Andrea Bizzozero e Paolo Rabitti)

1996. Elementi di ecologia urbana, Torino, Einaudi

1997. Altà velocità. Valutazione economica tecnologica e ambientale del progetto , Napoli, Cuen (con Claudio Cancelli, Roberto Galantini, Paolo Rabitti, Angelo Tartaglia e Mario Zambrini)

1999. L’impatto ambientale delle centrali a carbone, Milano, Guerini e associati (curatela, con Enrico Falqui).

2000. Ecologia dell’impatto ambientale, Torino, Utet (con Leonardo Ortolano e Larry W. Canter).

2004. Ecologia urbana: l’uomo e la città, Torino, Utet.

2006. Scorie. L’irrisolto nucleare, Torino, Utet

2006. TAV, i perché dei no, Torino, Utet

2008. L’uomo cambia la faccia del pianeta. Mezzo secolo dopo il simposio internazionaleMan’s Role in Changing the Face of the Earth , Princeton, New Jersey (Usa) giugno 1955, Firenze, Aracne (curatela, con Chiara Rosnati).

2009. Il nucleare impossibile. Perché non conviene tornare al nucleare , Torino, Utet (con Giorgio Nebbia e Angelo Baracca).

2011. La via Francigena in Italia. Alla ricerca del paesaggio, Portogruaro, Ediciclo (curatela, con Leonardo Marotta e Sara Sofia Tosi).

2015. La via Francigena in Europa, Firenze, Aracne (curatela, con Leonardo Filesi, Leonardo Marotta, Auro Michelon, Sara Sofia Tosi).

2018. Dal paesaggio alla civitas. Dall’ecologia del paesaggio alla pianificazione territoriale, Sesto San Giovanni, Mimesis (curatela).

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