Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Giorgio Nebbia, cento anni (1926-2026). Dossier tematico n. 1: il nucleare

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La vitalità del lascito di Giorgio Nebbia a cento anni della sua nascita si misura ancora una volta con la persistente freschezza e utilità dei suoi scritti.

È questo il motivo che ci ha indotto a celebrare la ricorrenza raccogliendo nella sezione “Documenti” di questo e del prossimo numero alcuni suoi testi particolarmente significativi.

Il primo dossier è incentrato – e non poteva essere diversamente, dato l’ennesimo ritorno della questione – sul nucleare civile, o meglio sulle tante buone ragioni che oggi ancor più di ieri suggeriscono di combatterne lo sviluppo, sia in Italia sia ovunque nel mondo.

Giorgio è stato uno dei massimi protagonisti del dibattito italiano sul nucleare civile sin dalla metà degli anni Settanta, cui ha contribuito con una grande varietà di interventi, dalle relazioni tecniche a convegni e incontri a interventi parlamentari, dalle interviste ai tanti articoli divulgativi. Nella base di dati da lui stesso curata nel corso dei decenni è possibile rinvenire almeno 232 testi datati a partire dal 1967 e fino al 2018, anno prececente la sua morte, tra i quali non è stato facile scegliere. I sei testi qui proposti, pur con diverse ripetizioni che erano fisiologiche nella scrittura di Giorgio sempre attenta a parlare a pubblici nuovi e a ribadire constantemente i concetti chiave, rappresentano diversi momenti e profili del suo impegno e della sua comunicazione.

Il primo, per il bollettino di Italia Nostra, rappresenta uno dei suoi primi interventi di ampio respiro sull’argomento, quando l’opposizione italiana si stava ancora strutturando. Il secondo, di inizio anni Ottanta, è una sorta di interessante riepilogo di argomentazioni a uso del movimento. Il terzo, di dieci anni dopo, mostra il Nebbia più istituzionale, intento a portare la questione nelle aule parlamentari. Il quarto e il quinto, che abbiamo unito, ci riportano a due delle sue passioni più forti: la divulgazione e la storiografia, fornendo a lettori e lettrici di un quotidiano due snelli ricordi della vicenda di due centrali italiane, una operativa per qualche anno e in seguito chiusa dopo l’esito del referendum del 1987 (Caorso) e una mai inaugurata (Montalto di Castro). L’ultimo articolo è anch’esso di bilancio storico, ma in modo molto più ampio e sistematico.

Confidiamo nel fatto che la ripubblicazione di questi testi contribuisca a ricostruire un movimento antinucleare ampio e ben motivato oggi che, ripetiamo, le ragioni che si oppongono a questa tecnologia sono ancor più forti di quanto lo sono state negli anni Settanta e Ottanta e poi dopo Fukushima.

(Avvertenza: nell’ultimo saggio sono presenti molti link a testi e a pagine web ormai non più esistenti. Abbiamo scelto di conservarli un po’ per scrupolo filologico e un po’ per semplicità.)

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Recensione di Carlo Rovelli, "La cattiva coscienza dei fisici. Ci sono atomiche sufficienti a bruciare viva l’umanità e stiamo litigando", Solferino, Milano 2026

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