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In ricordo di Aldo Zanchetta

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Il 3 settembre, a Lucca, è morto Aldo Zanchetta. È venuto a mancare d’improvviso all’età di 89 anni l’imprenditore sempre in prima fila contro le ingiustizie e le diseguaglianze, negli anni Duemila fu tra i fondatori della Casa e della Scuola della Pace di Lucca.

Aldo ha curato con grande passione libri e collane dedicati ai saperi indigeni e ai movimenti sociali antisistema.

Zanchetta è stato uomo di “ponti” vivendo la sua vita nella perenne attenzione verso i fenomeni umani e politici, in particolare dell’America Latina. Laureato in ingegneria chimica, aveva dapprima insegnato e poi, alla fine degli anni Settanta, dato vita nel territorio di Montecarlo a un’azienda metalmeccanica che costruiva macchinari per l’industria farmaceutica. Cultore della pace, era soprattutto un uomo che guardava con interesse e passione a ciò che opprimeva gli altri, le ingiustizie, partendo dall’ascolto e l’aiuto. Conosce, portandolo a Lucca alla “Casa delle Pace”, Ivan Illich, pedagogista e filosofo austriaco. Tra le imprese l’apertura della libreria “LuccaLibri” in Corso Garibaldi, crocevia di stimolanti interessi culturali.

Così lo ricordano i rappresentanti della Scuola della Pace: “Ricordiamo con affetto Aldo Zanchetta che ha segnato indelebilmente il mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale della nostra provincia e non solo. Ideatore dei Forum della Solidarietà Lucchese nel Mondo nei primissimi anni 2000, è stato da sempre un osservatore attento e scomodo della politica internazionale e delle storture spesso provocate dalle Ong occidentali; Aldo ha promosso una profonda riflessione sui diritti umani, troppo spesso declinati in veste occidentale”.

“L’unica cosa che possiamo fare è essere fiammelle accese nel buio di questo mondo, per mantenere accesa la luce” scriveva nella prefazione a un libro sul pensiero di Ivan Illich (Altrapagina, 2007). Lui aveva iniziato a farlo da libraio, accanto alla figlia Chiara e a Mario Ciancarella, lo ha fatto da editore e poi dirigendo la Scuola per la Pace della provincia di Lucca, che permise a molti i giovani di formarsi incontrando alcune delle intelligenze più fini del ventesimo secolo, da Ivan Illich a Eduardo Galeano, da Fratel Arturo Paoli e Giulio Girardi, di cui ha ereditato la biblioteca, da Majid Rahnema a Don Samuel Ruiz, il vescovo degli indigeni del Chiapas, a cui lo ha legato un rapporto di profonda stima e amicizia. 

Ci piace ricordare che è stato anche nostro collaboratore, offrendoci, sul n. 31 della rivista del 1 marzo 2017 la traduzione di un importante saggio sullo stato dei movimenti in America Latina di Massimo Modonesi, storico e sociologo, Professore alla UNAM, in Messico e di Maristella Svampa, sociologa e giornalista, ricercatrice al Conicet, in Argentina, nonché un mirabile saggio dedicato alla nuova, discussa, e inquietante biotecnologia genetica (la cosiddetta CRISP). Una collaborazione avviata con la sua partecipazione al convegno del 2015, in occasione dell’Expo di Milano, dedicato alle tre agricolture, contadina, industriale e biologica, organizzato da Pier Paolo Poggio, con una relazione su Mondo andino: una cultura comunitaria agrocentrica.

Aldo Zanchetta. Foto di Mauro Francioni.

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